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	<title>infortunio sul lavoro Archivi - Vistra Srl</title>
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		<title>Malattia professionale: alcuni cenni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federico Minini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 15:44:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un lavoratore è una risorsa importante per la sua organizzazione. </p>
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									<h4>Definizioni</h4><ul><li><strong>INFORTUNIO SUL LAVORO (Norma UNI 7249:2007). </strong>È un evento lesivo dovuto a causa <strong>FORTUITA, VIOLENTA ed ESTERNA</strong> in “occasione di lavoro” da cui sia derivata la morte del lavoratore o un&#8217;invalidità permanente o una inabilità temporanea al lavoro che comporti l&#8217;astensione dal lavoro per più di tre giorni. <strong>L’INAIL è l’ente preposto a questo tipo di eventi.</strong></li></ul><ul><li><strong>MALATTIA PROFESSIONALE (Norma UNI 11046:2003). </strong>Spesso definita anche “tecnopatia”, è una patologia che <strong>si manifesta in maniera non violenta e in modo progressivo nel tempo</strong>, dalla quale derivino morte, invalidità permanente o l’inabilità temporanea.</li></ul><p><strong><em>Conditio sine qua non</em></strong> è che <strong>la malattia deve avere la sua causa nel lavoro svolto</strong>, ovvero essere contratta nell’esercizio e a causa dell’attività lavorativa e dovuta all’esposizione nel tempo a fattori presenti nell’ambiente e nei luoghi in cui il lavoratore opera.</p><p>Pertanto, mentre <strong>l’infortunio </strong>è un evento <strong>improvviso e violento</strong> che danneggia l’integrità psico-fisica del lavoratore, <strong>la malattia professionale </strong>è un evento<strong> lento, diluito nel tempo e progressivo</strong>, contratto nell’esercizio e a causa (nesso di casualità <strong>diretto)</strong> di un’attività lavorativa che ne può essere la causa esclusiva oppure concorrente.</p><p><strong>È ammesso, tuttavia, il concorso di cause extraprofessionali,</strong> purché queste non interrompano il nesso causale in quanto capaci di produrre da sole l’infermità.</p><p>Per le malattie professionali, quindi, non basta l’occasione di lavoro come per gli infortuni, cioè un rapporto anche mediato o indiretto con il rischio lavorativo, ma deve esistere un rapporto causale, o concausale, diretto tra il rischio professionale e la malattia.</p><p>Il rischio può essere provocato dalla lavorazione che l’assicurato svolge, oppure dall’ambiente in cui la lavorazione stessa si svolge.</p><h4>La malattia professionale</h4><p>Come già accennato precedentemente, si tratta di un evento lento e progressivo. La Cassazione con <em>sent. n. 10798/91</em> chiarisce a seguito della <em>sent. Corte Costituzionale n. 179/88</em> “deve essere considerata malattia professionale indennizzabile qualsiasi infermità di cui sia comunque provata la causa di lavoro”.</p><p>Le <strong>Malattie Professionali</strong> sono:</p><ul><li><strong>TABELLATE</strong>: ovvero comprese nella lista delle 24 malattie individuate per il settore dell’agricoltura o nella lista delle 85 malattie per il settore dell’industria sancite dal D.P.R 336/94 e successive modificazioni, ivi comprese la silicosi, la asbestosi e le malattie da raggi X del personale sanitario. Per queste malattie vale la presunzione legale d’origine.</li></ul><ul><li><strong>NON TABELLATE</strong>: non indicate nelle tabelle e per le quali l’onere della prova (esistenza della malattia, causa di lavoro, rapporto eziologico) ricade sul lavoratore.</li></ul><p><strong>Le malattie professionali sono tabellate se:</strong></p><ul><li>indicate nelle due tabelle (una per l’industria e una per l’agricoltura);</li><li>provocate da lavorazioni indicate nelle stesse tabelle;</li><li>denunciate entro un determinato periodo dalla cessazione dell’attività rischiosa, fissato nelle tabelle stesse (“periodo massimo di indennizzabilità”).</li></ul><p>All’interno del cosiddetto “<strong>sistema tabellare</strong>”, <strong>il lavoratore è sollevato dall’onere della prova</strong>, ovvero dall’obbligo di dimostrare l’origine professionale della malattia: avendo presentato la denuncia nel termine massimo di indennizzabilità, una volta che egli è in grado di dimostrare di aver svolto una determinata attività “tabellata” (o comunque l’esposizione a un rischio ambientale provocato da quella lavorazione) e l’esistenza della malattia anch’essa tabellata <strong>si presume per legge che quella malattia sia di origine professionale.</strong></p><p>La presunzione legale d’origine alla base delle malattie tabellate è superabile soltanto con la rigorosissima prova, a carico dell’Inail, che la malattia è stata determinata da cause extraprofessionali e non dal lavoro.</p><p>In particolare, secondo la Circolare INAIL n. 47 del 24/7/2008, l&#8217;<strong>INAIL potrà superare la presunzione legale d&#8217;origine professionale della patologia denunciata solo ed esclusivamente dimostrando che</strong>:</p><ul><li>o il lavoratore sia stato addetto in maniera sporadica o occasionale alla mansione o alla lavorazione tabellata, ove specificamente indicate;</li><li>o il lavoratore sia stato concretamente esposto all&#8217;agente patogeno connesso alla lavorazione tabellata in misura non sufficiente a cagionare la patologia;</li><li>o la malattia sia riconducibile ad altra causa di origine extralavorativa.</li></ul><p><strong>Nel caso di malattie professionali non tabellate</strong> non vale alcuna presunzione legale ed <strong>è il lavoratore che deve dimostrare l’origine professionale della malattia</strong>. In assenza di rischio specifico, il lavoratore deve <strong>dimostrare</strong> e <strong>provare</strong> il nesso causale tra la malattia professionale lamentata e la lavorazione a cui era addetto, ovvero l’esposizione a rischio.</p><p>I lavoratori tutelati dall’INAIL in merito al riconoscimento di una malattia professionale <strong>sono tutti i lavoratori dipendenti pubblici e privati, parasubordinati</strong>, mentre i lavoratori autonomi e gli artigiani sono obbligati anche ad assicurare sé stessi.</p><p>Nel caso in cui la malattia professionale riconosciuta dall’INAIL comporti l’impossibilita di svolgere l’attività lavorativa, la astensione dal lavoro viene erogata dall’Istituto a decorrere dal giorno di denuncia all’INAIL stessa.</p><p><b>Vistra</b> è in grado di supportare le aziende italiane in tutto il mondo per le problematiche di Qualità, Sicurezza sul Lavoro ed Ambiente. Se vuoi saperne di più, <a href="https://www.vistraqhse.it/contatti/"><strong>contattaci</strong></a>.</p>								</div>
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