Lavorare nei progetti internazionali è affascinante

Lavorare nei progetti internazionale è affascinante, ma non è una passeggiata.

Immaginare luoghi esotici e progetti faraonici stuzzica la fantasia, poi la realtà pone spesso di fronte a situazioni molto stressanti e difficili da superare da soli.

Lavorare all’estero significa essere lontano dai propri affetti, dai posti conosciuti, significa avere a che fare con lingue, culture e religioni diverse, ma anche climi e abitudini di vita diverse, diverse condizioni socio-economiche.

Decisamente siamo fuori dalla zona di comfort.

D’altro canto l’esperienza è davvero molto formativa. Offre delle possibilità di ampliare i propri orizzonti culturali, di conoscere le lingue e, ovviamente, di apprendere delle competenze, lavorare all’estero permette di far parte di progetti che difficilmente disponibili in patria e di trovare degli adeguati riconoscimenti economici.

Indubbiamente chi ha visto il mondo con i propri occhi e ha avuto la possibilità di viverlo, non come semplice turista ma immerso nelle specifiche realtà, ha una prospettiva privilegiata per interpretare e comprendere certe dinamiche meglio di come si possa fare attraverso i media.

 

Vistra si occupa di QHSE internazionali da oltre 10 anni, con un’esperienza in oltre 60 paesi in 5 continenti.

Tematiche di Ambiente, Qualità e Sicurezza sul Lavoro sono spesso trasversali rispetto ai settori di riferimento ed i membri del nostro team internazionale hanno la possibilità di essere coinvolti nei progetti più disparati. Eppure sono argomenti molto specifici, di nicchia.

All’interno di un progetto anche di notevoli dimensioni spesso il team HSE o Quality è composto da un numero limitato di persone, di specialisti, che devono interfacciarsi con una molteplicità di figure: colleghi delle varie discipline, staff, personale del cliente, consulenti del cliente, autorità, subcontractors ed altri. Molto spesso questi interventi sono di controllo e, nel rispetto del ruolo interpretato, portano il Quality o l’HSE Manager/Supervisor a dover intervenire per la garanzia del rispetto dei requisiti QHSE.

Molto spesso ci si può sentire soli e in situazioni di forte stress.

Possono essere utili diversi tipi di supporto: quello tecnico, quello logistico e quello emotivo.

 

Il supporto tecnico

Il supporto tecnico è importante, ed è quello che spesso fa la differenza tra rivolgersi a un singolo rispetto a una organizzazione strutturata. Quando dietro la persona c’è un team, pronto per un confronto e un supporto in caso di necessità, il livello di servizio che può essere garantito è molto più alto ed è a tutto vantaggio non solo del cliente, ma anche del professionista in cantiere.

Un aspetto tutt’altro che scontato, perché è un elemento che deve essere strutturato e deve far parte del servizio fin dall’inizio. L’appartenenza a una struttura è una condizione spesso necessaria, ma non sempre sufficiente. E come tutti gli elementi di valore aggiunto va riconosciuto come tale.

Quante volte un professionista preparato, avrebbe trovato vantaggioso potersi confrontare con dei propri pari per affrontare problematiche importanti. Anche le persone più esperte hanno dei dubbi e possono incontrare delle difficoltà. Molte volte un confronto tecnico può aiutare a riformulare e riordinare le proprie idee, può sopperire a richieste molto specifiche per cui mancano le competenze, o può aiutare semplicemente a gestire meglio dei picchi di lavoro.

 

Il supporto logistico

Altro elemento non trascurabile è quello logistico. È fondamentale preoccuparsi del personale all’estero non solo durante l’operatività in cantiere, ma per tutto l’arco della propria giornata. Deve essere garantita la security, un decoroso vitto e alloggio, una logistica che consenta di gestire il proprio tempo fuori dall’orario lavorativo per scaricare lo stress e “ricaricare le pile”.

Le problematiche da gestire sono molteplici e, molto spesso, sono date per scontate in particolare se il referente in sede non ha mai vissuto esperienze di questo tipo. E non parliamo solo di aspetti vitali come un adeguato supporto medico e la security quando richiesto.

Sono molti piccoli i dettagli che costruiscono la qualità dell’esperienza vissuta: alloggi sporchi, cibo di scarsa qualità o troppo diverso per le abitudini alimentari, eccessiva distanza dal luogo di lavoro, mancanza di servizi di lavanderia o per l’approvvigionamento di generi di necessità, una scarsa connessione a Internet, unico collegamento con gli affetti lontani.

È necessario informarsi di questi problemi, farsi sentire vicini ai propri colleghi in trasferta e fargli capire che possono contare su un supporto in caso di necessità.

Se questi due elementi sono già non sempre presi in considerazione, ancora più raro è trovare la giusta attenzione verso il terzo.

 

Il supporto emotivo

L’elemento di supporto emotivo, a tutela dell’equilibrio psico-fisico della persona è ancora più raramente considerato ma non è meno importante anzi, in molti casi è un elemento che può fare la differenza.

Nel corso di anni abbiamo sempre cercato di migliorare questo aspetto, cercando il giusto approccio. Le cose che si possono fare sono molte, ma sono necessarie risorse e competenze per un approccio efficace.

Quando una persona è in equilibrio ha la possibilità di esprimere al meglio il suo potenziale e, anche in situazioni di forte stress, può trovare stimoli ed energie per affrontare con successo le problematiche quotidiane.

Molto spesso chi ricopre determinati incarichi è abituato a fronteggiare tutta una serie di situazioni e fa certamente il difficile per accettare di buon grado certe “scomodità”. Ma, negli anni ci sono capitate le situazioni più svariate in cui anche dei “veterani” dei progetti internazionali si sono trovati in forte difficoltà.

Essere presenti anche in questo senso, per offrire il giusto supporto, è molto spesso un elemento determinate. Non si può ridurre il tutto solo in termini economici. Le persone hanno bisogno di sentirsi bene, di vedere la possibilità di crescita nell’esperienza che stanno vivendo e l’esperienza tecnica non è di supporto nell’affrontare determinate situazioni.

Il rischio di burn-out è molto alto.

Per molti membri del team Vistra questo è un elemento che fa la differenza. Per noi è stata una grande soddisfazione sentire la gratitudine del nostro personale on field. Sentirci dire che anche in organizzazioni molto strutturate non hanno mai trovato un supporto del genere e che gli fa preferire lavorare con noi anche quando magari bisogna rinunciare a incarichi più remunerativi.

In fin dei conti non è il tipo di contratto che lega le persone a un’organizzazione, ma quanto queste si trovano bene all’interno di essa.

Attraverso la nostra Academy Fighting for Safety siamo vicini ai nostri colleghi sul campo, anche quando ci separano miglia di chilometri. Prenderci cura dell’equilibrio psico-fisico delle persone significa costruire le basi per un’organizzazione solida, coesa e capace di vincere anche le sfide più impegnative.

Questo fa parte del nostro approccio e cerchiamo di promuoverlo anche verso i nostri clienti, avendo capito sul campo che solo con persone motivate e in buon equilibrio psico-fisico si possono raggiungere grandi risultati.

Vistra è in grado di supportare le aziende italiane in tutto il mondo per le problematiche di Qualità, Sicurezza sul Lavoro ed Ambiente.

Se vuoi approfondire l’argomento, guarda il video.

Federico Olivo
Autore: Federico Olivo
Laureato in ingegneria Gestionale, ha maturato la sua esperienza per la qualità nel settore militare. Tra i fondatori di Vistra nel 2000 è oggi Presidente della società. In oltre 20 anni di operatività nel settore della Qualità ha lavorato in Italia ed all’estero per aziende di ogni dimensione ed in molteplici settori. Con una grande esperienza nella mappatura dei processi tiene lezioni in Master e corsi universitari, co-autore del libro “la guida del sole 24 ore alla Qualità” edito dal Sole24ore.

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