SECURITY: l’importanza della formazione

Affidare nella quasi totalità la nostra strategia difensiva solo ed esclusivamente alla tecnologia, è un approccio che più volte ha dato dimostrazione di essere inefficiente ed improduttivo: le aziende sono fatte di uomini e non solo di applicazioni e control room. Proprio per questo, la formazione diventa un pilastro fondamentale ed imprescindibile, con un’importanza strategica di primaria rilevanza. Questa però dovrà essere trasversale, contestualizzata ed efficace.

Cosa prevede la legge?

Per quanto attiene la Base Normativa di riferimento, possiamo citare il D.lgs 81/08 e succ.mod., quale fonte principale in materia di Sicurezza sul lavoro: esso agli Artt. 36 e 37 specifica che l’informazione e la formazione dei lavoratori fanno esplicito riferimento a tutte le tipologie di rischio alla quale i dipendenti possano andare incontro, comprendendo quindi anche i rischi della fattispecie security. Oltre alla norma specifica vi è quanto stabilito dall’Art. 2087 c.c., la cui ratio legis impone quindi all’imprenditore, in ragione della sua posizione di garante dell’incolumità fisica del lavoratore, di adottare tutte le misure di sicurezza atte a salvaguardare chi presta la propria attività lavorativa alle sue dipendenze. Infine, troviamo il D.Lgs. 231/2001, che ha introdotto il concetto di responsabilità per le persone giuridiche, società o associazioni (anche prive di personalità giuridica) per i reati specificatamente previsti da esso e commessi a proprio vantaggio o nel proprio interesse; nello specifico, l’Art. 4 “Reati commessi all’estero” afferma quanto segue : “[…] gli enti e le società aventi nel territorio italiano la Sede, rispondono anche in relazione ai reati commessi all’estero, purché nei loro confronti non proceda lo Stato del luogo in cui è stato commesso il fatto.”, sdoganando di fatto, ad esempio, la travel security.

Appare quindi evidente, ogni volta di più, come sia sempre più impellente la necessità di fare in modo che tutte le aziende, di grandi o piccole dimensioni ed in special modo chi invia Personale all’estero, debbano seguire regole precise attenendosi a protocolli di sicurezza, di comportamento e di cautela negli spostamenti e nella permanenza; nella comprensione di tutto ciò la formazione diviene di fondamentale importanza. Possiamo dare per assodato che contenere il rischio significa anzitutto tutelare la vita di nostri concittadini e ridurre l’impatto che determinate situazioni possano avere sulla credibilità e sulla vulnerabilità di tutti i nostri connazionali all’estero, come nel caso dei rapimenti a scopo estorsivo.

Rapimento di connazionali

Un sequestro di connazionali non è più qualcosa che riguardi solo ed esclusivamente l’azienda di appartenenza le loro famiglie. Un rapimento di connazionali in un Paese dalla criticità importante rischia di poter essere drammaticamente sfruttato quale precedente, un eventuale riscatto metterà nelle condizioni connazionali nell’area di essere considerati targets a cielo aperto, a fini propagandistici ed economici. Il contenimento di simili fenomeni è attuabile solo grazie alla pianificazione di attività che regolino l’arrivo, la permanenza in situ, gli spostamenti, la scelta del luogo abitativo e di lavoro ed il rimpatrio degli espatriati. Come si evince, alla pianificazione deve seguire l’ambito formativo, altrimenti tutto quanto di buono può essere pianificato, difficilmente verrà concretamente messo in atto. A tal proposito, diviene necessario, alla base un cambio di modus hoperandi, favorire un approccio proattivo volto alla pianificazione e successivamente alla formazione degli operatori trasfertisti e del management, comprendendo anche i cosiddetti “decision makers” i quali, data la posizione apicale che ricoprono, hanno un’importanza strategica nell’ambito della continuità operativa delle attività aziendali, ovvero la business continuity

Il sequestro di un CEO, la gestione del trasferimento in toto del board aziendale per un semplice meeting, è una criticità che va valutata ponendo in essere misure di prevenzione e protezione, ovvero formando chi ne gestisce la logistica e l’organizzazione dell’accommodation, ma soprattutto, ovviamente, chi può essere l’oggetto principale delle attenzioni di qualche figura mal intenzionata. Inoltre, l’espansione delle criticità su target civili e indifesi, Soft Target’s, quali trasporti, alberghi/strutture ricettive, ha messo a nudo la necessità di saper gestire anche autonomamente situazioni critiche, senza l’ausilio di tecnologia o protezione armata, sapendo cosa fare al momento opportuno e non delegando la propria sicurezza esclusivamente a terzi, alle Forze dell’Ordine o semplicemente a sistemi di tracking. 

Capire chi è il mio avversario

Per comprendere correttamente la minaccia, che è liquida e non può essere mai standardizzata a livello globale, è necessario comprendere chi è realmente il nostro avversario, sviluppando il concetto di sicurezza partecipata, che vede l’operatore quale attore principale della propria sicurezza rendendolo consapevole di ciò che lo circonda.

L’operatore deve possedere gli strumenti e le conoscenze necessarie per saper leggere fattualmente quanto sta accadendo attorno a sé ed alla propria organizzazione, la formazione acquisisce quindi una posizione di rilevanza in quanto godere delle informazioni è sicuramente importante, ma saperle decifrare è condizione necessaria e senza un approccio formativo dedicato quest’ultimo tassello diventa di difficile attuazione. Possiamo quindi riassumere quanto sopra con una citazione dello storico economista statunitense Warren Buffet, “Risk comes from not knowing what you’re doing”.

Vistra è in grado di supportare le aziende italiane in tutto il mondo per le problematiche di Qualità, Sicurezza sul Lavoro ed Ambiente.

Se vuoi approfondire l’argomento, guarda il video.

Lior Kneazir
Autore: Lior Kneazir
Diplomato all'Israeli College for Security and Investigation di Petah Tiqwa (Israele). Dal 2012 Fondatore di Omega Consulting Group srl e CEO di Volvox srl, struttura internazionale specializzata nello sviluppo e nella pianificazione di efficaci soluzioni di sicurezza per aziende di qualsivoglia settore merceologico e infrastrutture con alta criticità.

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