Lo standard normativo ISO 9001: questo s-conosciuto!

A distanza di 25 anni dall’uscita dello standard ISO 9001, risulta agghiacciante constatare come nelle Organizzazioni in possesso di un Sistema di Gestione Certificato aleggi tra le persone questa domanda:

“Cosa dice la ISO?”

Prima di analizzare quali sono i concetti che si nascondono dietro e dentro questa frase e lo standard nei suoi contenuti, è necessario fare chiarezza su determinati aspetti fondamentali che molto spesso danno origine a false credenze e portano a forti resistenze minando il corretto scopo dello standard.

Quando si parla di ISO (International Organization for Standardization) si fa riferimento ad un’Organizzazione fondata nel 1947 e con sede a Ginevra, ed al più autorevole organismo a livello mondiale per la determinazione di regole tecniche, valutazioni, ispezioni e standardizzazione dei processi di Qualità in ambienti produttivi.

Non bisogna però dimenticarsi che stiamo pur sempre parlando di regolamenti volontari: chi applica lo Standard ISO 9001 lo fa volontariamente, quindi la risposta alla domanda iniziale che molti si pongono “cosa dice la ISO?” è molto semplice ed ovvia: dice quello che noi vogliamo che dica, purché le nostre scelte nell’applicarla rispettino e soddisfino i requisiti che la stessa richiede.

Ma quindi, se fosse così semplice ed ovvio rispondere a quella domanda in questo modo, perché si intravede ancora una grande difficoltà nell’applicarne i concetti?

Ecco alcuni esempi di alcune frasi tipiche ascoltate all’interno delle Organizzazioni:

  • “La nostra azienda è particolare, certi aspetti da noi non sono applicabili”: questa è la tipica frase di colui che pensa di lavorare in un’azienda che possa fare a meno di avere dei processi definiti, gestiti e monitorati; le realtà è che lo standard ISO 9001 è stato pensato per poter essere applicato, nel modo migliore, in ogni tipo di Organizzazione: è lo standard che deve essere cucito sull’azienda e non l’azienda che deve cambiare radicalmente per adeguarsi allo standard.
  • “I nostri collaboratori non recepirebbero certi temi”: a questa affermazione potremmo rispondere con una domanda: chi non vorrebbe lavorare in modo organizzato? Forse chi non ne ha convenienza, perché i processi organizzati e monitorati fanno solitamente emergere le inefficienze; questa frase è spesso sostenuta ai livelli medi dell’Organizzazione, dove spesso si trovano persone che in maniera approssimativa e senza preparazione, gestiscono uno o più collaboratori e lo fanno con il timore di perderne il controllo e quindi il potere; questo li porta a lavorare in maniera destrutturata per nascondere a volte proprie inefficienze.
  • “Il Sistema di Gestione imbriglierà l’azienda dal punto di vista burocratico”: nulla di più falso: ogni Sistema di Gestione da libero spazio all’iniziativa, ancora di più la nuova edizione dello Standard ISO 9001, che lascia piena libertà di movimento alle Organizzazioni, non imponendo documenti che non siano ritenuti necessari. Questo tema va monitorato con cura: molte volte dietro questa frase si cela la volontà di lavorare senza regole e senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni per l’azienda.
  • “Le regole impediscono ai migliori di emergere”: come possono delle regole chiare e definite mettere bastoni tra le ruote a chi ha voglia di fare ed ha delle qualità? Le regole aiutano a mettere in pratica e sviluppare la propria iniziativa; in cambio chiedono che le cose fatte vengano documentate nella maniera più efficace possibile in modo da poterle monitorare ed avere uno storico sul quale poter lavorare in futuro.
  • “Il nostro prodotto è già di qualità”: lo standard ISO 9001 ha pochi paragrafi che si occupano di descrivere cosa fare relativamente alla qualità del prodotto; buona parte dello Standard tratta temi che possono essere ricondotti al prodotto, ma che in realtà possono anche essere presi singolarmente per migliorare i processi, renderli efficienti e migliorare quindi il prodotto stesso. Immaginate un’azienda con un processo produttivo non monitorato: forse può produrre un prodotto di qualità, ma non ha le informazioni per ottimizzare le risorse, ridurre i costi ed avere quindi ulteriori risorse da dedicare al miglioramento del prodotto stesso.
  • “La Qualità è nemico della produttività”: questa è probabilmente la più grande falsità che si possa tentare di sostenere: non esiste produttività senza qualità del prodotto e del servizio offerto; chi ritiene che il prezzo più basso sia la chiave del successo è fuori strada. La chiave del successo è offrire un prodotto di qualità ad un prezzo competitivo.

Ci sarebbero molti altri esempi di falsi miti, credenze e convinzioni che fanno male alle aziende ed alle persone che vi lavorano, ma possiamo concludere il nostro breve viaggio dentro il mondo della Qualità con un concetto che richiama i principi della nuova edizione dello standard ISO 9001: nessuna Organizzazione può permettersi di non conoscere i propri rischi, di non affrontarli, gestirli e quindi migliorare il proprio prodotto e la qualità del lavoro dei propri collaboratori.

Vistra è in grado di supportare le aziende italiane in tutto il mondo per le problematiche di Qualità, Sicurezza sul Lavoro ed Ambiente.

Se vuoi approfondire l’argomento, guarda il video.

Autore: Stefania Battoia
Laureata in Relazioni pubbliche presso l’Università di Udine ha iniziato il percorso professionale come consulente nel 2009. Ha conseguito il Master di alta Formazione in sistemi di gestione integrati qualità, ambiente, sicurezza ed energia. Ha seguito direttamente decine di progetti e coordinato, selezionato risorse per gli stessi. Oggi ricopre la posizione di Product Manager in Vistra.

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