Quanto è importante l’aspetto formativo nell’ambito della security?

Credo si possa ritenere unanime l’idea che la formazione sia il primo dispositivo di sicurezza dei nostri operatori, sia da un punto di vista Normativo (conformemente quindi alla compliance aziendale), sia da un punto di vista pratico; la formazione del personale, in entrambi i casi è imprescindibile.

Non esiste il concetto di sicurezza proattiva se non teniamo conto dell’aspetto formativo, la motivazione che ci spinge a supportare questa tesi è agli occhi di tutti i professionisti della security: affidare la nostra strategia difensiva solo ed esclusivamente alla tecnologia, è un approccio che più volte ha dato dimostrazione di essere inefficiente ed improduttivo. Le aziende sono fatte di uomini e non solo di applicazioni e control room.

Proprio per questo, la formazione diventa un pilastro fondamentale ed imprescindibile, con un’importanza strategica di primaria rilevanza. Questa, però, dovrà essere trasversale, contestualizzata e soprattutto efficace, come sancito dalla Norma UNI 29990 “Qualità nella formazione non formale”, testo ancora poco conosciuto pur essendo del 2011, ma di estrema rilevanza.

Sulla necessità di un approccio formativo e di crescita costante delle nostre professionalità si è scritto e detto molto, poche volte però ci siamo chiesti se i momenti formativi proposti possano realmente essere all’altezza delle necessità situazionali, o quanto meno realmente efficaci.

Norma UNI 29990

La sopracitata Norma è applicabile alla formazione professionale, all’addestramento dei lavoratori ed alle attività per lo sviluppo del capitale umano: si considera formazione non formale quella non riconducibile direttamente al settore dell’istruzione o al settore dell’educazione (in senso lato) e che viene attestata da idonee certificazioni con valore legale; volendo quindi riassumere a grandi lettere: la formazione aziendale. Cercando di non banalizzarne gli argomenti, possiamo riassumere i contenuti della  UNI 29990 in due “macro aree”:

  1. la prima riguardante  i requisiti che devono essere rispettati perché un processo formativo possa essere considerato adeguato, dalla sua progettazione alle fasi finali del momento formativo stesso;
  2. la seconda, invece, individua e precisa i requisiti organizzativi e gestionali derivati dalle correnti pratiche internazionali, in materia di formazione.

 

Il dibattito sull’efficacia della formazione in materia di sicurezza (che sia essa safety o security) nasce, purtroppo, dal fatto che la stessa sia spesso vista non come un ‘processo educativo professionalizzante’ ma come mero obbligo formale, rientrando di diritto nell’alveo della semplice Compliance aziendale; nulla di più aberrante.

Le compagini aziendali crescono quando maturano contestualmente le capacità delle figure professionali e non che le compongono. Ci sono poi funzioni che ricoprono aspetti d’importanza strategica per la continuità operativa del business aziendale: le stesse dovranno essere preparate alla gestione di fattispecie che rivestono fondamentale rilevanza nello scacchiere produttivo, dalla sicurezza del personale in loco-viaggiante, dalle facilities, dall’intelligence, a tutto il mondo della cyber security.

Trattando, invece, la formazione quale mero dispositivo di protezione personale, quindi di sicurezza, dobbiamo necessariamente ritenere la stessa come il primo fondamentale step per un approccio realmente proattivo, volto quindi alla prevenzione di una situazione pericolosa, di una minaccia, oppure semplicemente alla gestione di una emergenza che, in quanto tale, è inaspettata ed ha pertanto la capacità intrinseca di metterci alla prova. Quanto è importante quindi l’aspetto formativo nell’ambito della security?

L’aspetto formativo è sempre il primo cerchio di protezione personale, sia nelle vesti di lavoratore, sia in qualità di semplice cittadino.

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Un saluto



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Autore: Federico Olivo
Laureato in ingegneria Gestionale, ha maturato la sua esperienza per la qualità nel settore militare. Tra i fondatori di Vistra nel 2000 è oggi Presidente della società. In oltre 20 anni di operatività nel settore della Qualità ha lavorato in Italia ed all’estero per aziende di ogni dimensione ed in molteplici settori. Con una grande esperienza nella mappatura dei processi tiene lezioni in Master e corsi universitari, co-autore del libro “la guida del sole 24 ore alla Qualità” edito dal Sole24ore.

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